Derattizzazione nelle scuole

Obblighi e normative per la derattizzazione nelle scuole

Derattizzazione è l’espressione che si utilizza per designare la specifica prassi di disinfestazione murina volta ad eradicare la popolazione urbana da surmolotti, ratti e/o topi. Ad esempio tale tipologia di disinfestazione è obbligata sulle navi, essendo i ratti principali animali veicolo di innumerevoli malattie.

La derattizzazione è una prassi antichissima allo svolgimento della quale erano deputate specifiche figure denominate acchiapparatti; essi si servivano di furetti o cani.

In Italia il legislatore è intervenuto sin dai primi anni del secolo Novecento con lo scopo di disciplinare tale attività.
Fuor di dubbio che la pratica di derattizzazione, laddove necessario, sia fondamentale per garantire l’igiene di luoghi pubblici e privati.
Posto che non esiste un luogo completamente protetto da intrusioni di insetti, microorganismi e roditori, è di peculiare importanza mantenere “in salute” i luoghi pubblici e soprattutto le scuole, in quanto si tratta di ambienti frequentati quotidianamente da una moltitudine di persone e da bambini.

Le norme stabiliscono e impongono alle ditte specializzate nella realizzazione di questa attività il rispetto di un preciso iter.
In primis è opportuno saper riconoscere le tracce lasciate dai roditori :

  • escrementi: anche se spesso da ricercare in luoghi reconditi; osservarne la forma, la dimensione e la lucidità. Questi aspetti permettono agli esperti di determinare se il passaggio può dirsi o meno recente;
  • odore del luogo infestato: quando la presenza di ratti è diffusa nell’ambiente spesso si avverte odore di urina;
  • rosicchiamenti: vicino a cavi, pareti in legno, tessuti e simili;
  • impronte: laddove siano state poste polveri traccianti atossiche sono uno strumento fondamentale per rilevare l’entità dell’infestazione e la specie di roditore. Occorre quindi effettuare un sopralluogo che permetta di:
  • individuare i punti di annidamento per localizzare la colonia;
  • prevederne gli spostamenti in modo tale da essere in grado di prevenire il dilagare dell’infestazione, circoscrivendola, così, solo a determinate aree;

La ricerca delle tracce è di peculiare importanza in quanto i roditori sono animali prettamente notturni e ciò rende difficoltoso il loro avvistamento diretto.

Il sopralluogo prende avvio, quindi, dai luoghi esterni per poi dirigersi all’area da proteggere. L’esame esterno ha quale finalità quella di accertare la presenza di corsi d’acqua o fossati che costituiscono l’attrazione principale di questi animali.

A priori non è possibile indicare in concreto la durata del piano di derattizzazione, ed anche quando gli interventi di disinfestazione sembrano sortire effetti positivi, occorre effettuare controlli periodici che attestino il livello di infestazione al di sotto della soglia minima.
Gli interventi devono essere pianificati e debbono tenere conto di numerosi elementi variabili: ad esempio il fatto che i roditori sono soliti marcare le esche per indicarle ai loro simili, rendendo, spesso, molto difficile combattere la loro invasione.

Il principio della c.d. lotta a calendario non può considerarsi efficace in quanto le epoche di intervento mutano annualmente.
Successivamente alla bonifica dell’area invasa si deve aprire la cosiddetta fase di mantenimento, indispensabile per tenere sotto controllo la popolazione di ratti e topi. Nel rispetto degli obblighi igienico sanitari dei locali scolastici, quest’ultima deve essere accompagnata dalla corretta gestione dei rifiuti e da una attenta igiene delle aree, con la consapevolezza che i roditori potrebbero comparire nuovamente; questo perché, in realtà, essendo difficile raggiungere tutte le nicchie e gli anfratti in cui gli animaletti possono annidarsi, risulta particolarmente difficile azzerare tout court la loro presenza.

Le norme, impongono l’obbligo, per chi di dovere, di aggiornarsi continuamente sui prodotti e sulle nuove tecnologie utili per svolgere queste operazioni.
Il Decreto legislativo del 2008 impone al tecnico-disinfestatore lo specifico obbligo di dotarsi di dispositivi di autoprotezione prima di procedere alla igienizzazione delle scuole.

Il Dirigente scolastico ha, secondo la normativa vigente, il dovere, in caso di allestimento di procedura di derattizzazione, di sospendere le attività didattiche e allontanare dai locali scolastici il personale e gli studenti, i quali, eventualmente possono essere collocati, laddove possibile e per il tempo necessario, nelle altre sedi dell’istituto (se presenti). In questo caso vige la normativa applicabile ai casi di scuole adibite a seggio elettorale. I plessi destinati al seggio vedono la sospensione dell’attività didattica, al contrario di quelli che restano esenti dalle attività elettorali. Per analogia la stessa norma si applica anche alle ipotesi di derattizzazione.

Nonostante la capillarità delle articolazioni normative, sul tema manca una norma che imponga lo specifico obbligo di derattizzazione preventiva.

C’è piuttosto la tendenza ad attendere il verificarsi del problema, al sorgere del quale l’opera di derattizzazione e di riconduzione dell’ambiento entro gli standard igienico sanitari diviene obbligatoria.

Quando l’infestazione è in corso pertanto devono essere applicate delle misure emergenziali volte a catturare e/o eliminare gli animali.

Che cosa possono fare gli studenti o i genitori in caso di invasione dei locali scolastici da parte dei topi?

Recentemente ci sono stati casi/scandali di topi nelle scuole, professori ed alunni si sono trovati a dover fare i conti con questi animali, che spesso, nelle città ad elevata urbanizzazione non hanno certamente le dimensioni di una cavia.

Studenti, genitori, docenti ed il personale dei collaboratori scolastici non solo possono e devono ma hanno soprattutto il diritto di chiedere una urgente derattizzazione dell’istituto, accompagnata da una operazione di pulizia profonda al fine di garantire nelle scuole il rispetto delle norme igienico sanitarie. In siffatte situazioni gli utenti possono rivolgersi non solo alla scuola ma anche al Comune. Solitamente la gestione di queste attività viene affidata tramite appalti a delle aziende- ditte leader o comunque specializzate nel settore con lo scopo di intervenire per la risoluzione del problema.

Nei licei un ruolo cruciale possono svolgerlo i rappresentanti di istituto che possono raccogliere la documentazione e chiedere un incontro al dirigente scolastico, oppure limitarsi a lamentare la vicenda al suddetto affinchè prenda provvedimenti di carattere risolutivo. Il dirigente avrà il compito di interpellare gli organi qualificati ed ottenere un intervento che sia il più tempestivo possibile per ripristinare la condizione ante quam.

In quanto locali pubblici, o per utilizzare una definizione risalente al diritto romano, in quanto beni di uso pubblico comunque nelle scuole è obbligatorio garantire il rispetto delle norme in tema di derattizzazione ed effetuare opere di disinfestazione periodiche sulla base delle disposizioni in auge.

L’esercizio delle attività sopra citate è consentito esclusivamente alle imprese iscritte, anche con la qualifica di impresa artigiana, nel registro delle imprese.

Come funziona la derattizzazione negli edifici pubblici?

Eliminazione dei ratti da edifici pubblici

All’attività di derattizzazione sono dedicate delle specifiche normative di settore.
La legge del 1924 reca il titolo: “Disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione”.

Dagli anni ’90 ad oggi la materia è stata oggetto di decreti, circolari, ordinanze e direttive.
La derattizzazione ha quale scopo la protezione delle persone, degli animali.
E’ di primaria importanza, in primis, sapere osservare e come intervenire, in quanto i ratti e le pulci che essi trasportano sono portatori di malattie pericolose. Sottovalutare il problema potrebbe scatenare una malattia potenzialmente mortale (basta guardare al passato ricordando le epidemie di peste e di tifo murino).

Il diritto all’ambiente salubre è espressione indiretta di uno dei principi pilastro dell’ordinamento, contenuto e sancito dall’art. 32 della Costituzione della Repubblica italiana che postula, infatti, quale diritto inviolabile dell’uomo, il diritto alla salute.

Nell’ordinanza del 2012 il Ministero della salute scrive a proposito dell’attività in questione che le operazioni di derattizzazione e disinfestazione devono essere eseguite da imprese specializzate con modalità tali da non arrecare nocumento alle persone ed alle altre specie animali non bersaglio.

Tali attività devono inoltre essere rese pubbliche dalle stesse ditte mediante affissione di avvisi da esporre nelle zone interessante con almeno cinque giorni lavorativi di anticipo. Si devono adeguatamente indicare:

  • il pericolo per la presenza di veleno;
  • gli elementi identificativi del responsabile del trattamento;
  • la durata del trattamento;
  • le sostanze utilizzate.

Al termine delle suddette operazioni di bonifica il responsabile provvede al ritiro dall’area delle esche non utilizzate e delle spoglie dei ratti.
La medesima pratica risulta emergere dall’ordinanza del Ministero della salute del 2016.

Le norme citate sono previste in linea generale “ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e dell’incolumità delle persone, degli animali e dell’ambiente”. Possono perciò essere considerate applicabili tanto nei casi delle scuole e dei luoghi di istruzione di cui al precedente paragrafo, quanto alle ipotesi di derattizzazione degli uffici pubblici.

Derattizzare gli uffici pubblici è importante per una serie innumerevole di fattori: infatti i ratti possono molestare il personale ed i cittadini utenti, arrecare gravi danni alla salute, danneggiare i beni dell’ufficio, provocare danni agli impianti (cavi, computers, etc.), determinare una perdita di immagine .

Le normative stabiliscono che gli uffici pubblici debbano stipulare dei contratti con delle aziende specializzate nella attività di bonifica e sanificazione delle aree rattizzate. Almeno una volta all’anno viene effettuata una ispezione di sopralluogo volta ad accertare la presenza (o l’assenza) dei roditori.

Il controllo deve consistere in una attività di monitoraggio continuo, effettuata attraverso l’ausilio di strumenti e trappole sempre attivi che solitamente vengono cosparsi di veleno. La pratica e la sostanza tossica sono pensate in modo tale da ostacolare il procedimento di putrefazione del roditore al fine di “arrestarne la corsa” per evitare che lo stesso si lasci morire in angoli nascosti dove resti difficile scovarli.

Questo è l’aspetto fondamentale, lo scopo della normativa di derattizzazione, che prescrive i suddetti e diversificati obblighi di legge, è quello di mantenere un ambiente rispondente ai canoni di igiene per evitare la diffusione di malattie dovute alla diffusione degli agenti patogeni comunemente trasportati dai ratti, come la leptospirosi, nonché, nei casi più gravi, come avveniva in passato di malattie quali peste e colera.

La normativa di derattizzazione degli uffici pubblici stabilisce che nel momento di stipula del contratto con la ditta specializzata si possano prevedere interventi di controllo preventivo più ravvicinati, anche a seconda dell’ubicazione o della funzione svolta dai pubblici uffici.

Ad esempio in taluni uffici l’attività di controllo è effettuata a cadenza quadrimestrale. Inoltre l’attività preventiva non esclude la possibilità per il personale dei pubblici uffici o di chiunque eventualmente le noti di avvertire della presenza di tracce sospette al fine di rispettare gli obblighi di legge previsti in tema di derattizzazione.

Nel 2015 viene pubblicata una norma cruciale sui servizi di derattizzazione intitolata: “servizi di gestione e controllo delle infestazioni (pest management), requisiti e competenze”. La norma contiene i criteri e i requisiti essenziali che le aziende che svolgono le attività di disinfestazione devono svolgere.

Il documento non lascia più spazio ai singoli in merito alle modalità di intervento nella gestione della pratiche di igiene. Il rispetto delle previsioni legislative e degli obblighi di legge impongono il divieto di ricorrere ad una derattizzazione fai da te e la concomitante esigenza di stipulare rapporti contrattuali con professionisti specializzati nel settore.

Gli operatori tecnici e le aziende fornitrici, a loro volta, per essere ammessi all’esperimento dell’attività di bonifica nei pubblici uffici (questo vale anche per le scuole) devono rispettare predeterminati canoni.

Il documento del 2015 rilasciato dalla comunità europea si prefigge lo scopo di migliorare lo svolgimento di questi servizi e di armonizzarne il livello in tutti i Paesi facenti parte dell’Unione europea, ivi compresa l’Italia, dove, l’aspetto igienico sanitario è disciplinato con molto rigore, al punto che la norma è stata messa allo studio proprio sulla base di una proposta italiana.

Nella norma si legge che i fornitori del servizio e i professionisti devono essere in grado di assicurare un elevato livello tanto dal punto di vista qualitativo che dal punto di vista professionale. Le operazioni devono essere svolte in modo sicuro, minimizzando i rischi per l’ambiente e per la salute umana, stabilendo un dialogo chiaro e diretto col cliente, in linea col disposto dell’ordinanza del 2012.

La norma stabilisce altresì le competenze richieste per i differenti ruoli (personale amministrativo, addetti alle vendite, responsabili tecnici, ecc.) che sono parte del rapporto di fornitura di questi servizi; non si applica, invece, al settore della protezione delle colture, alle pulizie e alle disinfestazioni ordinarie erogate tramite regolari contratti con imprese di pulizia.

L’attività di realizzazione del progetto è durata quattro anni, e ha partorito, alla fine, la definizione di un livello standard condiviso che sarà il punto di riferimento per tutti coloro che operano in questo settore.

La nuova EN 16636 è stata adottata come parametro di riferimento da settembre 2015 sino alla fine dello stesso anno da 33 Paesi europei (già adottata con anticipo sui tempi dalla nostra nazione).

Di fondamentale importanza per comprendere la portata degli obblighi di legge sulla derattizzazione dei pubblici uffici una dichiarazione rilasciata da Rob Fryatt, presidente del comitato europeo CEN/TC 404 e direttore di Xenex Associates dichiara: “in un settore che è composto da numerose piccole e medie imprese questa nuova norma europea fornisce uno strumento di benchmark dei servizi professionali che speriamo venga riconosciuto da chiunque si avvalga di servizi di disinfestazione. Il fatto di disporre di requisiti e competenze chiare potrà anche contribuire al miglioramento dell’immagine di questa industria”.

Il Presidente dell’ A.N.I.D l’associazione nazionale italiana che riunisce le imprese del settore ha dichiarato come la nuova EN 16636 sia cruciale in quanto riveste per l’intero settore della disinfestazione una grande importanza, perché individua e chiarisce i due aspetti fondamentali dell’attività: in primo luogo le modalità e le fasi di svolgimento del servizio, in secondo luogo le competenze professionali del fornitore del servizio. Inoltre pone al centro la definizione di un rapporto chiaro e interattivo con il cliente. È facile prevedere che questo standard sarà protagonista nella ulteriore evoluzione della professionalità del settore.

Sebbene precedente, rappresenta comunque un punto cardine il decreto emanato durante il governo Prodi, nel 2007, nel quale specificatamente le attività di disinfestazione e derattizzazione sono escluse dalla liberalizzazioni burocratiche per lo svolgimento delle attività di pulizia , mantenendo tali servizi subordinati alla normativa esistente, che richiede, appunto, il possesso di requisiti tecnici specifici per l’autorizzazione allo svolgimento di tali attività fissati dal D.M. 274/97.

Nell’aprile del 2007 un altro decreto sul tema emanato dal Ministero della salute, relativamente alla immissione di sostanze attive (di cui all’allegato I della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo) sul mercato dei biocidi, si pone il problema di determinare quale sia la figura del “professionista adeguatamente formato”, che tanto la direttiva comunitaria, tanto il decreto del ministro della salute tassativamente e senza eccezioni indicano come unico operatore competente e abilitato all’uso delle sostanze biocida destinate all’attività di derattizzazione negli uffici pubblici.

Le procedure di derattizzazione, come quelle di disinfezione e disinfestazione richiedono inoltre il possesso di requisiti tecnico-organizzativi.
Le imprese fornitrici devono essere in grado di garantire una prestabilita capacità economico finanziaria agli uffici pubblici con cui instaurano il rapporto di lavoro. Se le aziende perdono uno o più requisiti le pubbliche amministrazioni avviano il procedimento di inibizione alla continuazione dello svolgimento dell’attività.

L’obbligo di rispettare siffatti criteri e la necessità di possedere e garantire la corretta formazione del personale tecnico hanno una finalità di tutela non solo dell’ambiente e dei soggetti che frequentano i pubblici uffici (o le scuole) ma anche degli stessi operatori che interagiscono in ambienti (se contaminati) pericolosi per la loro stessa salute. Perciò diventano indispensabili la conoscenza delle caratteristiche delle specie infestanti, di tecniche di lotta particolari, di aggiornamento, dell’impatto ambientale.

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