La sanificazione ambientale è spesso e volentieri considerata un sinonimo del termine pulizia o disinfezione, quando, in realtà sono tre operazioni distinte, o meglio le stesse possono e sono inglobate nella sanificazione ambientale ma non viceversa.

Nel gergo comune alcuni termini vengono usati impropriamente e confuse operazioni di igiene, in realtà diverse tra di loro, per cui sono richieste competenze, attrezzature e tempistiche diverse.

Cos’è la sanificazione ambientale?

La sanificazione ambientale è un’operazione di igiene ambientale praticabile presso privati, attività commerciali o enti pubblici, attraverso la quale si cerca di rendere salubre ed agibile l’ambiente eliminando tutti gli elementi patogeni che possono alterare la vivibilità di un luogo, i quali a contatto con l’essere umano posso essere fonte di allergie, malattie infettive ed in alcuni casi oncologiche tali da compromettere la stessa vita del soggetto.

lo scopo è distruggere qualsiasi cosa possa essere portatore di batteri, operazione utilizzata soprattutto in ambito medico viene applicata agli ambienti privati laddove si tratta di soggetti ad esempio con uno stato cagionevole di salute per cui è indispensabile che l’ambiente sia sterile ed igienico. Come emerge dalla descrizione della sanificazione ambientale, e da quanto abbiamo premesso nella prefazione del testo, la sanificazione ambientale va diversificata dalla pulizia e dalla disinfezione.

In particolare la disinfezione permette, con l’ausilio di componenti chimici nocivi all’inalazione e al tatto per l’uomo, di distruggere ed eliminare la presenza di microrganismi patogeni, ma la sanificazione ambientale non prevede solo la disinfezione, ma anche la disinfestazione, dove richiesto, ovvero il procedimento attraverso il quale con veleni e apposite trappole vengono catturati ed eliminati animali quali ratti, blatte o simili che, per natura e modo di vivere, dato che si nutrono nella sporcizia sono portatori di malattie patologiche ed infettive.

Altresì comprese nella sanificazione ambientale vanno annoverate tutte le operazioni eseguite per impostare un equilibrio termico all’interno degli ambienti trattati, al fine di garantire un giusto livello di ventilazione e passaggio di aria. Quanto al processo, ovvero alle modalità di operazione va chiarito che, a seconda del tipo di ambiente da trattare vanno seguite procedure diversificate ed usate apparecchiature e prodotti adatti al tipo di sito da trattare.

In ogni caso la procedura standard della sanificazione ambientale si compone di due momenti:

  • la prima fase è quella della pulizia, si tratta di un procedimento con cui si elimina lo sporco visibile grazie all’utilizzo di detergenti, l’operazione implica una fase di risciacquo complessa al fine di eliminare lo sporco superficiale definitivamente;
  • la seconda fase è legata alla disinfezione degli ambienti, attraverso l’uso di agenti chimici si elimina la presenza del cosiddetto sporco invisibile, eliminando tutti i microorganismi pericolosi alla salute dell’uomo, a tale fase può seguire una fase eventuale detta disinfestazione, laddove gli ambienti possono presentare il pericolo della presenza di ratti, blatte o qualsiasi altro esser animale portatore di malattie trasmissibili e in alcuni casi letali per l’uomo.

La sanificazione ambientale implica l’uso di prodotti diversi, tuttavia, la forma più conosciuta di sanificazione ambientale comporta l’uso dell’ozono. Trattasi di un gas che grazie alle sue proprietà innate permette di distruggere, con una percentuale vicina al 100%, la presenza di elementi patogeni nell’ambiente (parassiti, muffe ecc…), rendendo lo stesso sterile.

Altra tecnica per la sanificazione ambientale, tipica del settore ospedaliero è l’utilizzo di erogatori per aerosol, tale operazione viene eseguita quando si ha la consapevolezza o quanto meno il dubbio che l’ambiente sia contaminato al punto da riscontrare nell’aria la presenza di sostanze che se inalate possano causare contagi e malattie di tipo infettivo. Trattasi di una sostanza secca che viene sparata nell’ambiente e comporta l’annientamento di virus e batteri dispersi nell’aria, senza causare danni alle pareti o agli oggetti presenti nel luogo.

Meno consueta è la sanificazione ecologica, si tratta di un’operazione in cui ai gas chimici vengono sostituite della semplice acqua e vapore, lo scopo è evitare la dispersione nell’ambiente di gas e ridurre l’impatto ambientale.

Quali sono le differenze tra sanificazione ospedaliera e casalinga?

La sanificazione degli ambienti privati casalinghi può avvenire mediante l’utilizzo di alcuni accorgimenti ed attrezzature e prodotti commercializzati al fine di ottenere ambienti sterili e privi di impurità. Tali prodotti possono essere spruzzati negli ambienti o utilizzati come detergenti per pulire oggetti utilizzati in ambito domestico, con una certa frequenza e modalità così come da descrizione sui prodotti acquistati.

La sanificazione di un appartamento, una villetta o casa di campagna può derivare da particolari esigenze cliniche del soggetto, quali allergie agli acari, problemi respiratori, malattie autoimmuni.

La sanificazione degli ambienti ospedalieri richiede l’utilizzo di prodotti, apparecchiature e procedure standard previste per Legge, la normativa vigente indica il livello di sterilità che devono possedere determinati siti destinati all’attività ospedaliera.
In tal caso la sanificazione implica non solo una pulizia, disinfestazione e possibile derattizzazione, ma un vero e proprio processo di sterilizzazione degli ambienti.

Sanificazione per haccp, quali sono le differenze?

Con l’acronimo HACCP (“Hazard Analysis and Critical Control Point”) si intende l’insieme di norme a carattere speciale che disciplina la più conosciuta sanificazione industriale alimentare, infatti, per legge gli ambienti dove si produce o trattano gli alimenti devono possedere un grado di sterilità e di pulizia tali da evitare che i cibi possano in qualche modo essere contaminati.

La procedura impone che si deterga e si tengano costantemente puliti tutti gli spazi usati per cucinare, preparare, incartare o semplicemente appoggiare gli alimenti quindi oltre i classici piano di appoggio, la sanificazione deve riguardare, anche tutta l’attrezzatura utilizzata per trattare gli alimenti.

La sanificazione industriale alimentare si avvale di un processo necessario di tre fasi:

  • la prima fase è di pulizia, è necessario tenere pulito l’ambiente, eliminando la presenza dello sporco in superficie;
  • la seconda fase è quella disinfezione ed eventuale derattizzazione e successiva sterilizzazione;
  • la terza ed ultima fase è il risciacquo, è importante l’utilizzo di acqua ben calda al fine di rimuovere completamente qualsiasi sporco.

Disinfettanti per industria alimentare

Innanzitutto si deve trattare di sostanze facili da risciacquare, atossiche, preferibilmente ecologiche o basso impatto ambientale.
Va precisato che a seconda della zona da trattare è necessario scegliere il disinfettante adatto, composto chimicamente da elementi che non solo rimuovano la presenza di batteri, ma sia tale da non usurare le superfici trattate.

A tal fine si consiglia l’utilizzo anche di panni morbidi o tali da non graffiare le superfici nel momento della pulizia tipico della sanificazione e di prodotti professionali commercializzati nel settore.

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